La Lesione Muscolare

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La lesione muscolare è purtroppo un inconveniente assai frequente nella ,così come spesso è inadeguatamente trattata, in quanto spesso sottostimata dallo stesso atleta che prosegue la sua attività senza richiedere accertamenti mirati. È pertanto importante non sottovalutare mai un “dolorino” a carico di un muscolo soprattutto se incorso durante l’attività di corsa o di altro sport che si esegue quotidianamente ( Zumba ; Gag , aerobica etc.) , ed eseguire un immediato esame ecografico per definire l’entità della lesione.
Un danno causa la rottura dell`unità strutturale del tessuto connettivo.

Le diverse fasi di guarigione del tessuto connettivo non sono separate ed ognuna si concatena all`altra con una risposta che innesca la successiva fino a che la lesione è sostituita da tessuto cicatriziale. Pertanto la fase infiammatoria prepara la sede di lesione alla fase di riparazione e la fase di rimodellamento provvede alla forma definitiva del tessuto.

La fase infiammatoria (dal 1° al 5° giorno dal trauma).

La reazione infiammatoria iniziale induce modificazioni vascolari e cellulari, tutti i fenomeni vascolari sono responsabili dei segni classici dell`infiammazione: calor, rubor. tumor, dolor e laesa functio.

Il secondo momento della fase infiammatoria è la fagocitosi; infatti, nelle modificazioni cellulari i macrofagi aumentano di molto durante i primi 3-4 giorni e fagocitano qualsiasi sostanza con cui entrano in contatto, pulendo la ferita e preparandola alla successiva fase di riparazione.

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) modificano la risposta antinfiammatoria, riducono il dolore e la temperatura inibendo la produzione di prostaglandine ritardando cosi la guarigione.
E` più appropriato permettere alla naturale risposta infiammatoria di procedere utilizzando solo analgesici come il paracetamolo per il controllo del dolore.

Inoltre blandi Trattamenti con TECAR associate ad una mobilizzazione cauta spostano il liquido tissutale ed aumentano la possibilità di contatto dei macrofagi con i detriti cellulari promuovendo la guarigione.
Metodi fisici su base elettromagnetica come la TECARTERAPIA ( ovviamente affidatevi a specialisti che abbiano Human TECAR ) che hanno quest`effetto di drenaggio e stimolazione di riparazione , dimezzando i tempi di recupero.

Fase di riparazione (dal 5° al 21° giorno).

Non appena il processo infiammatorio diminuisce d`intensità, il fibroblasto diventa la cellula dominante nella riparazione producendo il collagene e la sostanza basale amorfa che provvede a solidificare la ferita tramite formazione di legami crociati; una volta che i fibroblasti sono stimolati a produrre collagene, si verifica una rapida contrazione della ferita.
Inizialmente la formazione delle fibre collagene è casuale, il numero delle fibre collagene e la forza tensile della ferita aumentano sostanzialmente durante le prime settimane dopo il danno.

Fase di rimodellamento (dalla terza settimana in poi).

Ciò che assicura la struttura finale del tessuto cicatriziale è il processo di sintesi e degradazione del collagene e l`orientamento delle fibre.
Nella fase di rimodellamento le nuove fibre collagene tentano di assumere le caratteristiche fisiche del tessuto che stanno rimpiazzando; questo processo inizia effettivamente circa 21 giorni dopo il trauma.
Il tessuto cicatriziale iniziale è debole e immaturo ed inoltre le fibre sono orientate in tutte le direzioni su diversi piani.

Il rimodellamento permette a queste fibre disposte casualmente di riarrangiarsi secondo un orientamento sia lineare sia laterale.
Durante questa fase massoterpia ed una mobilizzazione entro il limite del dolore sono adatti a mantenere lo scorrimento del tessuto cicatriziale immaturo e a promuovere l`allineamento delle fibre, evitando cosi la formazione di aderenze.

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